lunedì 30 giugno 2008
Buone Notizie sul fronte PRC,Vendola in Vantaggio
http://www.manifestoperlarifondazione.net/congresso/
Riepilogo complessivo dei congressi già svolti (*)
Mozione Percentuale Voti
Mozione 1 41,72% 6.976
Mozione 2 46,01% 7.692
Mozione 3 7,69% 1.287
Mozione 4 2,96% 495
Mozione 5 1,59% 267
Ultimo aggiornamento alle ore 16:47 del 30/06/2008
Iscritti 32.351 Votanti 16.717 %
Votanti 51,67%
Avanzam. congressi 36,76%
NORD 42,68%
CENTRO 53,08%
SUD 21,84%
Circoli scrutinati 734
Riepilogo complessivo dei congressi già svolti (*)
Mozione Percentuale Voti
Mozione 1 41,72% 6.976
Mozione 2 46,01% 7.692
Mozione 3 7,69% 1.287
Mozione 4 2,96% 495
Mozione 5 1,59% 267
Ultimo aggiornamento alle ore 16:47 del 30/06/2008
Iscritti 32.351 Votanti 16.717 %
Votanti 51,67%
Avanzam. congressi 36,76%
NORD 42,68%
CENTRO 53,08%
SUD 21,84%
Circoli scrutinati 734
lunedì 23 giugno 2008
Cari Verdi sciogliamo le righe e continuamo con la SA
Gianpaolo Silvestri
da il manifesto del 22 Giugno 2008
Molta acqua è passata sotto i ponti da quando nel 1986 fu fondata la Federazione dei Verdi. Sono stati anni di impegno ed entusiasmo: sicuramente le battaglie politico culturali sotto lo storico simbolo antinucleare del Sole che Ride hanno modificato in positivo il nostro paese. Una lunga storia, ricca e travagliata ma che - lo dobbiamo assumere come dato reale - raramente ha superato la soglia minima per accreditarsi come forza efficace ed efficiente, con peso politico e credibilità nel panorama italiano, nonostante l'encomiabile militanza di migliaia di donne e uomini. Altro è il discorso sull'Europa. Non è questo il luogo per un'analisi del perché, degli errori, ingenuità, difficoltà oggettive, ingenerosità, incapacità e quant'altro: se proprio devo indicare tre fatti che hanno segnalato la crisi e la fine della fase propulsiva dei Verdi citerei la sconfitta nel doppio referendum caccia/pesticidi, la non uscita dal governo quando l'Italia del presidente D'Alema sganciava bombe sull'ex Iugoslavia, il disastro «monnezza» in Campania. Il risultato della Sinistra arcobaleno ha solo annegato nel disastro comune una residualità del soggetto politico Verde. Che fare quindi? I Verdi andranno a luglio a congresso per ridefinire identità, ruolo, organizzazione. Orbene io penso e propongo che come primo atto sia messo all'ordine del giorno se la Federazione dei Verdi debba continuare ad esistere o se, consensualmente, si debba dichiarare chiusa una fase e un'esperienza politica e organizzativa. Lo affermo con amarezza e tristezza anche perché sono tra i fondatori di questa esperienza ma ritengo che oggi serva un atto di onestà e di responsabilità. Contro un accanimento terapeutico senza senso propongo la presa d'atto che un capitolo di storia è finito; questo soggetto oggi non è più adeguato a rispondere alle sfide sempre più alte e difficili che il pensiero e la pratica ecologista pongono. Nulla di tragico: i partiti sono strumenti, quel che conta è il fine e in quello nessuna abiura, anzi, la realtà ci parla quotidianamente della sua necessità.Dobbiamo approntare con dignità e serenità il nostro «testamento biologico» sapendo che abbiamo fatto le domande giuste, sollevato problemi reali, colto molti nodi della modernità, creato cultura e senso comune, innovato l'immaginario collettivo e le priorità dell'agenda politica, fatto una rivoluzione (non sempre «onesta e gentile» come recitava un nostro slogan) ma non sempre e ovunque siamo stati all'altezza nelle proposte e nell'azione. Potremmo quindi, nel chiudere con orgoglio questo nostro più che ventennale cammino, congelare i simboli della Federazione dei Verdi e renderli indisponibili per scadenze elettorali; nominare un comitato liquidatore che in pochi anni chiuda il tutto e devolva il rimanente a una nuova fondazione che sia strumento di elaborazione, scienza e innovazione nel campo dell'ambiente, della pace e disarmo, dei diritti, della riconversione ecologica dell'economia, del lavoro e degli stili di vita, della dignità e fratellanza di tutti gli abitanti del pianeta.Molti sono gli aspetti positivi di questa proposta ma quello che più mi preme (oltre ad evitare una lenta morte tra i veleni e il nulla) è che ciò permetterebbe di cercare altre strade, respirare aria nuova, non inquinata dalle ormai insuperabili incrostazioni politico personali e di pseudo potere che ci mortificano (non solo nel nazionale ma anche nel mitico «territorio»). Nulla impedirà a chi vuole i verdi-verdi di fondare un nuovo soggetto politico autonomo; chi invece pensa che l'unico approdo possibile sia il Pd potrà portare in quel partito le proprie opzioni senza remore e senza attendere oltre; chi - come il sottoscritto - crede invece che l'unica strada percorribile sia ancora quella dell'Arcobaleno e che sia una pia illusione per tutti i partiti pensare di poter fare come nulla fosse e ritornare alle proprie diroccate case, parteciperà alla costruzione di questo nuovo soggetto politico. Il punto è che con lo scioglimento consensuale queste tre opzioni (tutte legittime tranne per i non pochi che dicono verdi-verdi pensando al Pd) potranno essere praticate da ognuno con la propria storia, eguale tra eguali.In realtà è un chiudere un glorioso ciclo perché il nuovo - se c'è - possa nascere. Chiedo pertanto ai Verdi se nel prossimo congresso, come primo punto all'ordine del giorno, sia possibile discutere e votare questa proposta. Non oso proporlo anche al resto della Sinistra arcobaleno per rispetto delle rispettive autonomie ma forse...
da il manifesto del 22 Giugno 2008
Molta acqua è passata sotto i ponti da quando nel 1986 fu fondata la Federazione dei Verdi. Sono stati anni di impegno ed entusiasmo: sicuramente le battaglie politico culturali sotto lo storico simbolo antinucleare del Sole che Ride hanno modificato in positivo il nostro paese. Una lunga storia, ricca e travagliata ma che - lo dobbiamo assumere come dato reale - raramente ha superato la soglia minima per accreditarsi come forza efficace ed efficiente, con peso politico e credibilità nel panorama italiano, nonostante l'encomiabile militanza di migliaia di donne e uomini. Altro è il discorso sull'Europa. Non è questo il luogo per un'analisi del perché, degli errori, ingenuità, difficoltà oggettive, ingenerosità, incapacità e quant'altro: se proprio devo indicare tre fatti che hanno segnalato la crisi e la fine della fase propulsiva dei Verdi citerei la sconfitta nel doppio referendum caccia/pesticidi, la non uscita dal governo quando l'Italia del presidente D'Alema sganciava bombe sull'ex Iugoslavia, il disastro «monnezza» in Campania. Il risultato della Sinistra arcobaleno ha solo annegato nel disastro comune una residualità del soggetto politico Verde. Che fare quindi? I Verdi andranno a luglio a congresso per ridefinire identità, ruolo, organizzazione. Orbene io penso e propongo che come primo atto sia messo all'ordine del giorno se la Federazione dei Verdi debba continuare ad esistere o se, consensualmente, si debba dichiarare chiusa una fase e un'esperienza politica e organizzativa. Lo affermo con amarezza e tristezza anche perché sono tra i fondatori di questa esperienza ma ritengo che oggi serva un atto di onestà e di responsabilità. Contro un accanimento terapeutico senza senso propongo la presa d'atto che un capitolo di storia è finito; questo soggetto oggi non è più adeguato a rispondere alle sfide sempre più alte e difficili che il pensiero e la pratica ecologista pongono. Nulla di tragico: i partiti sono strumenti, quel che conta è il fine e in quello nessuna abiura, anzi, la realtà ci parla quotidianamente della sua necessità.Dobbiamo approntare con dignità e serenità il nostro «testamento biologico» sapendo che abbiamo fatto le domande giuste, sollevato problemi reali, colto molti nodi della modernità, creato cultura e senso comune, innovato l'immaginario collettivo e le priorità dell'agenda politica, fatto una rivoluzione (non sempre «onesta e gentile» come recitava un nostro slogan) ma non sempre e ovunque siamo stati all'altezza nelle proposte e nell'azione. Potremmo quindi, nel chiudere con orgoglio questo nostro più che ventennale cammino, congelare i simboli della Federazione dei Verdi e renderli indisponibili per scadenze elettorali; nominare un comitato liquidatore che in pochi anni chiuda il tutto e devolva il rimanente a una nuova fondazione che sia strumento di elaborazione, scienza e innovazione nel campo dell'ambiente, della pace e disarmo, dei diritti, della riconversione ecologica dell'economia, del lavoro e degli stili di vita, della dignità e fratellanza di tutti gli abitanti del pianeta.Molti sono gli aspetti positivi di questa proposta ma quello che più mi preme (oltre ad evitare una lenta morte tra i veleni e il nulla) è che ciò permetterebbe di cercare altre strade, respirare aria nuova, non inquinata dalle ormai insuperabili incrostazioni politico personali e di pseudo potere che ci mortificano (non solo nel nazionale ma anche nel mitico «territorio»). Nulla impedirà a chi vuole i verdi-verdi di fondare un nuovo soggetto politico autonomo; chi invece pensa che l'unico approdo possibile sia il Pd potrà portare in quel partito le proprie opzioni senza remore e senza attendere oltre; chi - come il sottoscritto - crede invece che l'unica strada percorribile sia ancora quella dell'Arcobaleno e che sia una pia illusione per tutti i partiti pensare di poter fare come nulla fosse e ritornare alle proprie diroccate case, parteciperà alla costruzione di questo nuovo soggetto politico. Il punto è che con lo scioglimento consensuale queste tre opzioni (tutte legittime tranne per i non pochi che dicono verdi-verdi pensando al Pd) potranno essere praticate da ognuno con la propria storia, eguale tra eguali.In realtà è un chiudere un glorioso ciclo perché il nuovo - se c'è - possa nascere. Chiedo pertanto ai Verdi se nel prossimo congresso, come primo punto all'ordine del giorno, sia possibile discutere e votare questa proposta. Non oso proporlo anche al resto della Sinistra arcobaleno per rispetto delle rispettive autonomie ma forse...
domenica 22 giugno 2008
Fava verso Chianciano
Claudio Fava illustra in un breve audio video, senso, obiettivi, caratteri e ragioni politiche delle settimane di confronto che culmineranno con la prima Assemblea Nazionale di Sinistra Democratica che si terrà a Chianciano dal 27 al 29 giugno 2008
sabato 21 giugno 2008
IN ALTO A SINISTRA

Nell'ambito del percorso che ci porterà alla prima Assemblea Nazionale di Sinistra Democratica (Chianciano 27-29 Giugno) si terranno nel nostro territorio due importanti iniziative:
Venerdì 20 giugno alle ore 21, presso la sede della IIIa circoscrizione Picone-Poggiofranco si terrà il primo congresso provinciale di Sinistra Democratica.
Alle assemblee possono partecipare iscritti e non iscritti al movimento.Hanno diritto al voto alle assemblee tutti i maggiori di anni 15, che partecipano alla discussione e si iscrivono al registro dei partecipanti pagando la quota minima di euro 5.
SCARICA I DOCUMENTI
Venerdì 20 giugno alle ore 21, presso la sede della IIIa circoscrizione Picone-Poggiofranco si terrà il primo congresso provinciale di Sinistra Democratica.
Alle assemblee possono partecipare iscritti e non iscritti al movimento.Hanno diritto al voto alle assemblee tutti i maggiori di anni 15, che partecipano alla discussione e si iscrivono al registro dei partecipanti pagando la quota minima di euro 5.
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giovedì 12 giugno 2008
Contro i licenziamenti mascherati da dimissioni
Difendiamo la Legge 188/2007
La legge 188 del 17 ottobre 2007 è una legge contro l'abuso di potere compiuto spesso nei confronti di giovani lavoratrici e lavoratori al momento dell'assunzione. È allora che capita che venga loro richiesto di firmare una lettere di dimissioni in bianco, cioè senza data. La data verrà messa successivamente, quando quella ragazza sarà incinta, o quel ragazzo avrà avuto un infortunio o una lunga malattia. Che questa pratica sia diffusa è confermato dai dati della Acli, dell'Isfol e da quelli degli uffici vertenze del sindacato. Dai dati emerge anche la conferma che le più colpite sono le donne in gravidanza.La ministra Prestigiacomo e la ministra Turco, nelle rispettive legislature hanno provato ad arginare il fenomeno con norme che si proponevano di accertare la veridicità delle dimissioni volontarie avvenute intorno a una gravidanza o a un matrimonio. Generosi tentativi che non prevenivano l'abuso di potere, davano solo una possibilità che questi abusi venissero corretti ex post e in ogni caso per iniziativa di una denuncia della persona vittima dell'abuso.La legge approvata nell'ottobre del 2007, al contrario, ha una funzione preventiva. Le dimissioni volontarie devono essere date soltanto su moduli numerati progressivamente che avendo una scadenza non possono essere compilati prima del loro utilizzo.Si tratta di una legge semplice ed efficace, priva di costi. Quando l'abbiamo presentata, abbiamo cercato il consenso delle donne di tutto il centro sinistra e del centro destra. Una apprezzamento che è venuto e con esso il voto favorevole di tutto il Parlamento quando a luglio alla Camera e a ottobre al Senato la legge è stata approvata.Confindustria all'epoca non era d'accordo, con le stesse motivazioni che oggi ripete Sacconi che già allora in Senato provò a bloccarla.L'ossessione del ministro per questa legge dunque arriva da lontano. Ma noi non staremo a guardare e già da oggi lanciamo un appello alle donne del sindacato, della politica, dell'informazione di costruire una grande iniziativa contro gli abusi di potere, per la dignità del lavoro, per la libertà delle donne.Titti Di Salvo (Presidenza Sinistra Democratica), Marisa Nicchi (Direttivo Sinistra Democratica); Morena Piccinini (segreteria confederale CGIL), Renata Polverini (segretario generale UGL), Marialina Marcucci (imprenditrice) Ritanna Armeni (giornalista), Giovanna Casadio (giornalista) Attendiamo le vostre firme per dare forza a questo appellonolicenziamentimascherati@gmail.com
La legge 188 del 17 ottobre 2007 è una legge contro l'abuso di potere compiuto spesso nei confronti di giovani lavoratrici e lavoratori al momento dell'assunzione. È allora che capita che venga loro richiesto di firmare una lettere di dimissioni in bianco, cioè senza data. La data verrà messa successivamente, quando quella ragazza sarà incinta, o quel ragazzo avrà avuto un infortunio o una lunga malattia. Che questa pratica sia diffusa è confermato dai dati della Acli, dell'Isfol e da quelli degli uffici vertenze del sindacato. Dai dati emerge anche la conferma che le più colpite sono le donne in gravidanza.La ministra Prestigiacomo e la ministra Turco, nelle rispettive legislature hanno provato ad arginare il fenomeno con norme che si proponevano di accertare la veridicità delle dimissioni volontarie avvenute intorno a una gravidanza o a un matrimonio. Generosi tentativi che non prevenivano l'abuso di potere, davano solo una possibilità che questi abusi venissero corretti ex post e in ogni caso per iniziativa di una denuncia della persona vittima dell'abuso.La legge approvata nell'ottobre del 2007, al contrario, ha una funzione preventiva. Le dimissioni volontarie devono essere date soltanto su moduli numerati progressivamente che avendo una scadenza non possono essere compilati prima del loro utilizzo.Si tratta di una legge semplice ed efficace, priva di costi. Quando l'abbiamo presentata, abbiamo cercato il consenso delle donne di tutto il centro sinistra e del centro destra. Una apprezzamento che è venuto e con esso il voto favorevole di tutto il Parlamento quando a luglio alla Camera e a ottobre al Senato la legge è stata approvata.Confindustria all'epoca non era d'accordo, con le stesse motivazioni che oggi ripete Sacconi che già allora in Senato provò a bloccarla.L'ossessione del ministro per questa legge dunque arriva da lontano. Ma noi non staremo a guardare e già da oggi lanciamo un appello alle donne del sindacato, della politica, dell'informazione di costruire una grande iniziativa contro gli abusi di potere, per la dignità del lavoro, per la libertà delle donne.Titti Di Salvo (Presidenza Sinistra Democratica), Marisa Nicchi (Direttivo Sinistra Democratica); Morena Piccinini (segreteria confederale CGIL), Renata Polverini (segretario generale UGL), Marialina Marcucci (imprenditrice) Ritanna Armeni (giornalista), Giovanna Casadio (giornalista) Attendiamo le vostre firme per dare forza a questo appellonolicenziamentimascherati@gmail.com
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