giovedì 28 agosto 2008

SONDAGGIO - GERMANIA: LINKE VOLA E ARRIVA SOLI 5 PUNTI SOTTO SPD

La 'Linke' di Oskar Lafontaine vola nei sondaggi e raggiunge il record storico del 15 per cento, solo 5 punti in meno rispetto ai socialdemocratici della Spd.
I rilevamenti dell'istituto demoscopico 'Forsa' per il settimanale 'Stern' registrano infatti la crescita di un ulteriore punto percentuale da parte della Linke, mentre la Spd continua a rimanere ferma al suo minimo storico del 20 per cento: 17 punti sotto la Cdu di Angela Merkel, con i liberali e i Verdi che perdono entrambi l'1 per cento, scendendo rispettivamente al 12 e al 10 per cento.
A dirsi allarmato per le cattive previsioni sul suo partito e' l'ex borgomastro socialdemocratico di Amburgo, Hans-Ulrich Klose, il quale vede nero per le elezioni alla Cancelleria dell'autunno 2009. "Penso che prenderemo una severa batosta", ha dichiarato al quotidiano 'Saechsischen Zeitung' lo stesso Klose, secondo il quale per fare fronte alla sfida lanciata da sinistra da Oskar Lafontaine alla Spd "mancano sia le personalita' sia la pacatezza" necessaria.
Sebastian Turner, uno dei massimi esperti mediatici tedeschi, in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale progressista 'Die Zeit' afferma che un'eventuale candidatura come sfidante di Angela Merkel dell'attuale ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier, al posto del presidente del partito, Kurt Beck, potrebbe rendere "ancora piu' problematico" un successo elettorale socialdemocratico. "La sera del voto Steinmeier potrebbe ritrovarsi con ancora meno voti di Beck", spiega lo specialista, "poiche', rispetto ai consensi che guadagnerebbe al centro, ne perderebbe il doppio a sinistra".
Un test decisivo per il piu' antico partito di Germania si avra' il 28 settembre prossimo nelle elezioni regionali in Baviera, dove l'Unione Cristiano-Sociale del governatore Guenther Beckstein rischia di perdere la maggioranza assoluta. Ad approfittarne non sarebbe pero' la Spd ma i 'Freie Waehler', una lista indipendente di destra. Le stime attuali vedono la Spd bavarese intorno al 20 per cento, percentuale analoga a quella ottenuta cinque anni fa, mentre la sorpresa piu' clamorosa potrebbe venire ancora una volta dalla Linke di Lafontaine, attualmente al 4 per cento ma in grado forse di superare la soglia di sbarramento del 5. Beckstein ha gia' dichiarato di voler impostare la campagna del suo partito come "una crociata" per sbarrare la strada all'ingresso nel Parlamento di Monaco della Linke, mentre ha pronosticato che i socialdemocratici otterranno "al massimo il 15 per cento". (Agi)

lunedì 25 agosto 2008

Operazione trasparenza anche ad Adelfia

Il ministro della funzione pubblica Brunetta ha dato avvio alla così detta operazione trasparenza.A tal fine sono stati pubblicati i dati sugli incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni relativamente alla dichiarazione all'Anagrafe delle Prestazioni effettuata dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell'art. 53 del DLgs. 165/2001 per l'anno 2006.
I dati si riferiscono agli incarichi conferiti nell'anno 2006 comunicati all'Anagrafe dalle Amministrazioni Pubbliche e presenti nella banca dati informatica alla data del 30 novembre 2007.
Sono pubblicati separatamente anche gli elenchi con i dati, sempre relativi al 2006, aggiornati alla data del 30 giugno 2008 con le successive modifiche e intergrazioni effettuate dalle amministrazioni.
Al fine di rendere più semplice la ricerca al sito

http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/incarichi/inadempienti.htm

è stato pubblicato l'elenco degli enti che non hanno comunicato le consulenze esterne.Nel sito si specifica che la mancata comunicazione può essere dovuta a non conferimento di incarichi di consulenza o collaborazione, ad omessa dichiarazione o alla trasmissione dei dati con modalità non conformi alla circolare n.198 del 31 maggio 2001. La circolare prevede come modalità esclusiva di trasmissione quella telematica al fine di uniformare i dati.
In ogni caso il comma 15 dell'art. 53 del Dlgs 165/01 prevede: "Le amministrazioni che omettono gli adempimenti di cui ai commi da 11 a 14 non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono."
Nell'elenco che potete scaricare anche qui compare il comune di Adelfia.Come lo stesso sito sottolinea le cause possono essere due:mancato conferimento di consulenza o mancata comunicazione.Tengo a precisare che ad esempio il comune di Acquaviva delle Fonti ha segnalato una semplice consulenza per un contenzioso tributario del valore complessivo in due anni di 14.688 euro.

Antonio Di Gilio

sabato 23 agosto 2008

Altra gatta da pelare per l'amministrazione,rischio aumento tassa Tarsu

Sulla gazzetta del mezzogiorno on-line è stato pubblicato il seguente articolo dal titolo

Rifiuti, 64 comuni inadempienti (cliccate per leggerlo).

In breve nell'articolo si sottolinea come secondo la Finanziaria, le città avrebbero dovuto differenziare una quota pari al 40% del totale dell’immondizia prodotta, ma il traguardo è stato fallito. Dal 1° gennaio 2009, la Regione praticherà aumenti sull’ecotassa a danno di tutte le realtà locali che non si sono adeguate. A cascata gli aumenti avranno riflessi sulla tassa rifiuti di tutti i cittadini.
In particolare la regione applicherà il commissariamento per quei comuni che non hanno raggiunto nemmeno il 5% di raccolta differenziata.Per tutti gli altri almeno per il momento si tratterà di aumenti considerevoli della TARSU mentre per i più virtuosi si parla addirittura di premi.
E Adelfia in che condizioni si trova?Male,molto male.Secondo gli ultimi dati che il comune ha fatto pervenire su una media di Ato al 14%(già bassa secondo i parametri richiesti),il comune più pulito d' Italia ha differenziato l'8,54%.I dati potete trovarli al seguente sito della regione Puglia

http://www.rifiutiebonifica.puglia.it/ato.php?ato=BA5

Insomma cari concittadini aspettiamoci un forte aumento della TARSU per colpe nostre,ma anche dell'amministrazione che non fa nulla per cambiare queste tendenze eppure le proposte da questo blog non sono mancate

Antonio Di Gilio

lunedì 11 agosto 2008

Il sindaco Nicassio espone la sua ricetta anti-violenza...cosa ne pensate?

IL SINDACO/Dal piccolo comune l'annuncio di una singolare ordinanza"I nullatenenti resteranno fuori e via i pregiudicati da Adelfia"ADELFIA.I nullatenenti resteranno fuori dal paese e chi ha precedenti penali verràmandato via.Non è il sindaco del Lichteinstein a dirlo o di un comune di un cantone svizzero,ma Francesco Nicassio,sindaco di Adelfia,il quale non usa mezzi termini:"ora basta.Siamo in guerra!E io sono in prima linea".Nelle parole del primo cittadino c'è racchiusa tutta la rabbia di chi ormai è esasperato per una situazione ormai insostenibile."Ho già predisposto un'ordinanza che sottopporrò,in queste ore,al prefetto con la quale il Comune di Adelfia,non rilascerà più residenze a coloro i quali la chiedono e dichiarano di non avere reddito.Poi,effettueremo una revisione anagrafica straordinaria per accertarequanti sono i residenti che hanno riportato condanne per reaticontro il patrimonio per poi procedere alla loro cancellazione anagrafica.Subito dopo-aggiunge-procederemo ad effettuareun controllo capillare e minuzioso su tutte le attivitàcommerciali con particolare attenzione agli ambulanti.Non escludo che ci siano diversi esercizi da chiudere.Inoltre-aggiunge il sindaco nel menù di contromisure-disporrò la chiusura al traffico dei due corsi principali,sia quello di Canneto che quello di Montrone che non potranno più essere percorsi in auto.Infine,chiederò al prefetto l'estensione delle unità speciali delle forze armate anche sul territorio di Adelfia".Questa la linea del sindaco Nicassio dopo i due episodi di recudescenza verificatisi a poche ore di distanza.Poi il primo cittadino lancia accuse e cerca di trovare una spiegazione a questa spasmodica crescita della violenza.E' ormai da diverso tempo,fin dai fatti di sangue della scorsa estate,che denuncio,invano a tutti i livelli,il dilagare della criminalità nel mio comune che prolifera grazie al fatto che avendo come municipalità uno dei servizi sociali più efficienti della provincia,questo attira nel paese intere famiglie di indigenti provenienti dalla zona dell'area metropolitana e da Bari in modo particolare.Adelfia deve smetterla di essere il ricettacolo sociale del capoluogo,Adelfia non è il paese dei "balocchi"o,quantomeno,non lo sarà più!". Poi,però,come un fiume in piena ,lo stesso primo cittadino fa anche un pò di autocritica:"Abbiamo un corpo di polizia municipale che non è in grado di arginare e di assolvere in pieno ai suoi compiti di controllo e di tutela del territorio.In servizio ci sono solo 7 vigili che tra l'altro sono nella parte finale della loro carriera e dai quali non riusciamo a ottenere servizi al passo con le esigenzedella comunità.E' vero abbiamo assunto altri 6 operatori a tempo determinato,con i quali qualche maggior risultato lo si sta vedendo,ma questa non è affatto la soluzione del problema.La gente continuamente,ci pone, come amministratori,il problema della sicurezza e noi abbiamo il dovere morale e civico di dare delle risposte veloci e concrete,altrimenti,Adelfia, diventerà un Far-West dove vivere serenamente sarà solo un lontano e piacevole ricordo.
[Nicola Mangialardi]
La gazzetta del mezzogiorno
Antonio Di Gilio

sabato 19 luglio 2008

L'altra faccia della Puglia

La nostra regione ha un fantastico potenziale,infrastrutturale,di capitale umano,bellissimi paesaggi,un mare splendido.Ma è anche molto disgraziata: ha le aree più inquinate d'Europa (Taranto e Manfredonia) da diossina,il lavoro nero è la prima voce occulta della ricchezza prodotta,il capolarato a Foggia e relativo sfruttamento.Dulcis in fundo soprattutto in questo mese ha il primato per morti sul lavoro(di oggi un'altra vittima a Manfredonia).Se vogliamo andare avanti dobbiamo prima esorcizzare e combattere i nostri scheletri.


Dedico questa bella canzone, di Caparezza (ft. Al Bano), che fonde le sonorità pugliesi a quelle più moderne e include un testo da ascoltare.



Antonio DiGilio

venerdì 18 luglio 2008

Rapporto Svimez,Puglia regina del Sud,effetto Vendola?

E' di oggi la pubblicazione del rapporto Svimez sullo stato dell'economia meridionale che potete trovare qui.Nel complesso il sud ne esce con le ossa rotte in tutti gli indici,da crescita del Pil,ad attrazione degli investimenti a Pil pro-capite.Insomma non c'è nessun valore che possa dare almeno il sentore di possibilità di cambiamento.Tuttavia la regione Puglia in questo quadro desolante ne esce magnificamente.Innanzitutto nel 2007 il Pil è cresciuto del 2%(1,8%l'Italia 0,7%il sud).Inoltre è l'unica regione del sud che ha incrementato il proprio pil pro-capite nei confronti del centro-nord.Il valore più interessante è quello migratorio,che nel 2007 ha visto un valore finalmente positivo(quindi sono tornati in "patria" alcuni pugliesi)soprattutto personale qualificato(diplomati e laueati).Inoltre i dati di disoccupazione e occupazione femminile e giovanile vedono miglioramenti intorno al 2%.Il turismo nel solo 2007 inoltre ha visto incrementi di presenze italiane e straniere intorno al 3% contro regioni come Sicilia e Abruzzo che hanno visto stagnazioni e riduzioni considerevoli.Infine dato ancor più confortante:sembrerebbe che i cambiamenti siano strutturali,dato che questo è il secondo anno consecutivo di performance da "sopra la media".

Antonio Di Gilio

lunedì 7 luglio 2008

Sd aderisce alla raccolta di impronte promossa dall'Arci


Cari amici dell’Arci non potrò essere con voi lunedi pomeriggio alla raccolta volontaria delle impronte in Piazza Esquilino per protestare contro la decisione del governo italiano di raccogliere le impronte dei bambini rom. Saremo impegnati io, Giovanni Berlinguer, Pasqualina Napoletano a Strasburgo nella sessione del Parlamento Europeo, che mi auguro prenda al più presto una posizione netta su questa vergogna.
Lo afferma il coordinatore nazionale di Sinistra Democratica, on. Claudio Fava.
Ma non sarete soli – continua l’esponente Sd – e sono convinto che tanti italiani esprimeranno il proprio sdegno e le proprie riserve.
Sinistra Democratica ci sarà con tanti militanti, con Fabio Mussi e Marco Fumagalli che con la loro impronta testimonieranno la nostra indignazione.
Non si può tacere di fronte a chi ha formalmente reintrodotto il concetto di razza nell’ordinamento giuridico italiano. Qualcuno per giustificarsi ha resuscitato la parola censimento. La stessa giustificazione che diedero i nazisti nei paesi occupati quando chiesero agli ebrei di farsi identificare e di portare una stella gialla al petto: solo un inoffensivo censimento, spiegarono.
Poi sappiamo che è finita diversamente.
Roma, 4 luglio 2008

venerdì 4 luglio 2008

lunedì 30 giugno 2008

Intervento di Mussi a Chianciano




Buone Notizie sul fronte PRC,Vendola in Vantaggio

http://www.manifestoperlarifondazione.net/congresso/
Riepilogo complessivo dei congressi già svolti (*)
Mozione Percentuale Voti
Mozione 1 41,72% 6.976
Mozione 2 46,01% 7.692
Mozione 3 7,69% 1.287
Mozione 4 2,96% 495
Mozione 5 1,59% 267

Ultimo aggiornamento alle ore 16:47 del 30/06/2008
Iscritti 32.351 Votanti 16.717 %
Votanti 51,67%
Avanzam. congressi 36,76%
NORD 42,68%
CENTRO 53,08%
SUD 21,84%
Circoli scrutinati 734

lunedì 23 giugno 2008

Cari Verdi sciogliamo le righe e continuamo con la SA

Gianpaolo Silvestri
da il manifesto del 22 Giugno 2008

Molta acqua è passata sotto i ponti da quando nel 1986 fu fondata la Federazione dei Verdi. Sono stati anni di impegno ed entusiasmo: sicuramente le battaglie politico culturali sotto lo storico simbolo antinucleare del Sole che Ride hanno modificato in positivo il nostro paese. Una lunga storia, ricca e travagliata ma che - lo dobbiamo assumere come dato reale - raramente ha superato la soglia minima per accreditarsi come forza efficace ed efficiente, con peso politico e credibilità nel panorama italiano, nonostante l'encomiabile militanza di migliaia di donne e uomini. Altro è il discorso sull'Europa. Non è questo il luogo per un'analisi del perché, degli errori, ingenuità, difficoltà oggettive, ingenerosità, incapacità e quant'altro: se proprio devo indicare tre fatti che hanno segnalato la crisi e la fine della fase propulsiva dei Verdi citerei la sconfitta nel doppio referendum caccia/pesticidi, la non uscita dal governo quando l'Italia del presidente D'Alema sganciava bombe sull'ex Iugoslavia, il disastro «monnezza» in Campania. Il risultato della Sinistra arcobaleno ha solo annegato nel disastro comune una residualità del soggetto politico Verde. Che fare quindi? I Verdi andranno a luglio a congresso per ridefinire identità, ruolo, organizzazione. Orbene io penso e propongo che come primo atto sia messo all'ordine del giorno se la Federazione dei Verdi debba continuare ad esistere o se, consensualmente, si debba dichiarare chiusa una fase e un'esperienza politica e organizzativa. Lo affermo con amarezza e tristezza anche perché sono tra i fondatori di questa esperienza ma ritengo che oggi serva un atto di onestà e di responsabilità. Contro un accanimento terapeutico senza senso propongo la presa d'atto che un capitolo di storia è finito; questo soggetto oggi non è più adeguato a rispondere alle sfide sempre più alte e difficili che il pensiero e la pratica ecologista pongono. Nulla di tragico: i partiti sono strumenti, quel che conta è il fine e in quello nessuna abiura, anzi, la realtà ci parla quotidianamente della sua necessità.Dobbiamo approntare con dignità e serenità il nostro «testamento biologico» sapendo che abbiamo fatto le domande giuste, sollevato problemi reali, colto molti nodi della modernità, creato cultura e senso comune, innovato l'immaginario collettivo e le priorità dell'agenda politica, fatto una rivoluzione (non sempre «onesta e gentile» come recitava un nostro slogan) ma non sempre e ovunque siamo stati all'altezza nelle proposte e nell'azione. Potremmo quindi, nel chiudere con orgoglio questo nostro più che ventennale cammino, congelare i simboli della Federazione dei Verdi e renderli indisponibili per scadenze elettorali; nominare un comitato liquidatore che in pochi anni chiuda il tutto e devolva il rimanente a una nuova fondazione che sia strumento di elaborazione, scienza e innovazione nel campo dell'ambiente, della pace e disarmo, dei diritti, della riconversione ecologica dell'economia, del lavoro e degli stili di vita, della dignità e fratellanza di tutti gli abitanti del pianeta.Molti sono gli aspetti positivi di questa proposta ma quello che più mi preme (oltre ad evitare una lenta morte tra i veleni e il nulla) è che ciò permetterebbe di cercare altre strade, respirare aria nuova, non inquinata dalle ormai insuperabili incrostazioni politico personali e di pseudo potere che ci mortificano (non solo nel nazionale ma anche nel mitico «territorio»). Nulla impedirà a chi vuole i verdi-verdi di fondare un nuovo soggetto politico autonomo; chi invece pensa che l'unico approdo possibile sia il Pd potrà portare in quel partito le proprie opzioni senza remore e senza attendere oltre; chi - come il sottoscritto - crede invece che l'unica strada percorribile sia ancora quella dell'Arcobaleno e che sia una pia illusione per tutti i partiti pensare di poter fare come nulla fosse e ritornare alle proprie diroccate case, parteciperà alla costruzione di questo nuovo soggetto politico. Il punto è che con lo scioglimento consensuale queste tre opzioni (tutte legittime tranne per i non pochi che dicono verdi-verdi pensando al Pd) potranno essere praticate da ognuno con la propria storia, eguale tra eguali.In realtà è un chiudere un glorioso ciclo perché il nuovo - se c'è - possa nascere. Chiedo pertanto ai Verdi se nel prossimo congresso, come primo punto all'ordine del giorno, sia possibile discutere e votare questa proposta. Non oso proporlo anche al resto della Sinistra arcobaleno per rispetto delle rispettive autonomie ma forse...

domenica 22 giugno 2008

Fava verso Chianciano

Claudio Fava illustra in un breve audio video, senso, obiettivi, caratteri e ragioni politiche delle settimane di confronto che culmineranno con la prima Assemblea Nazionale di Sinistra Democratica che si terrà a Chianciano dal 27 al 29 giugno 2008

sabato 21 giugno 2008

IN ALTO A SINISTRA


Nell'ambito del percorso che ci porterà alla prima Assemblea Nazionale di Sinistra Democratica (Chianciano 27-29 Giugno) si terranno nel nostro territorio due importanti iniziative:
Venerdì 20 giugno alle ore 21, presso la sede della IIIa circoscrizione Picone-Poggiofranco si terrà il primo congresso provinciale di Sinistra Democratica.
Alle assemblee possono partecipare iscritti e non iscritti al movimento.Hanno diritto al voto alle assemblee tutti i maggiori di anni 15, che partecipano alla discussione e si iscrivono al registro dei partecipanti pagando la quota minima di euro 5.
SCARICA I DOCUMENTI

giovedì 12 giugno 2008

Contro i licenziamenti mascherati da dimissioni

Difendiamo la Legge 188/2007

La legge 188 del 17 ottobre 2007 è una legge contro l'abuso di potere compiuto spesso nei confronti di giovani lavoratrici e lavoratori al momento dell'assunzione. È allora che capita che venga loro richiesto di firmare una lettere di dimissioni in bianco, cioè senza data. La data verrà messa successivamente, quando quella ragazza sarà incinta, o quel ragazzo avrà avuto un infortunio o una lunga malattia. Che questa pratica sia diffusa è confermato dai dati della Acli, dell'Isfol e da quelli degli uffici vertenze del sindacato. Dai dati emerge anche la conferma che le più colpite sono le donne in gravidanza.La ministra Prestigiacomo e la ministra Turco, nelle rispettive legislature hanno provato ad arginare il fenomeno con norme che si proponevano di accertare la veridicità delle dimissioni volontarie avvenute intorno a una gravidanza o a un matrimonio. Generosi tentativi che non prevenivano l'abuso di potere, davano solo una possibilità che questi abusi venissero corretti ex post e in ogni caso per iniziativa di una denuncia della persona vittima dell'abuso.La legge approvata nell'ottobre del 2007, al contrario, ha una funzione preventiva. Le dimissioni volontarie devono essere date soltanto su moduli numerati progressivamente che avendo una scadenza non possono essere compilati prima del loro utilizzo.Si tratta di una legge semplice ed efficace, priva di costi. Quando l'abbiamo presentata, abbiamo cercato il consenso delle donne di tutto il centro sinistra e del centro destra. Una apprezzamento che è venuto e con esso il voto favorevole di tutto il Parlamento quando a luglio alla Camera e a ottobre al Senato la legge è stata approvata.Confindustria all'epoca non era d'accordo, con le stesse motivazioni che oggi ripete Sacconi che già allora in Senato provò a bloccarla.L'ossessione del ministro per questa legge dunque arriva da lontano. Ma noi non staremo a guardare e già da oggi lanciamo un appello alle donne del sindacato, della politica, dell'informazione di costruire una grande iniziativa contro gli abusi di potere, per la dignità del lavoro, per la libertà delle donne.Titti Di Salvo (Presidenza Sinistra Democratica), Marisa Nicchi (Direttivo Sinistra Democratica); Morena Piccinini (segreteria confederale CGIL), Renata Polverini (segretario generale UGL), Marialina Marcucci (imprenditrice) Ritanna Armeni (giornalista), Giovanna Casadio (giornalista) Attendiamo le vostre firme per dare forza a questo appellonolicenziamentimascherati@gmail.com

mercoledì 28 maggio 2008

La sinistra non è morta

Intanto ben trovati. Mi fa piacere rivedervi numerosi ad affrontare questa discussione impegnativa. Credo che abbiamo innanzitutto il dovere di far arrivare un messaggio di fiducia, di impegno, di combattimento. Questa è una situazione difficile, molto difficile, ma non esistono mai situazioni talmente difficili che precludano l’azione, nelle quali non ci sia niente da fare. C’è sempre qualcosa da fare. Le cose appropriate da fare vanno naturalmente cercate insieme. Partendo da una constatazione: il risultato elettorale è noto ma la Sinistra in Italia non è morta.
Anche se vedo che ci sono numerose e quotidiane dichiarazione di morte presunta su tutti i mezzi di comunicazione. La Sinistra esiste nella società, nella cultura, nei valori di cui è permeato il Paese, cui si ispirano milioni di uomini e di donne . Inoltre, è apparso anche in campagna elettorale, Sinistra Democratica, il nostro Movimento, è un movimento vivo, che ha visto impegnate tante forze, che ha tanti quadri di assoluto valore e, soprattutto, nella nuova situazione ha una funzione da svolgere. Non credo affatto che si debba dichiarare chiusa una esperienza. Credo esattamente il contrario. Naturalmente bisogna innanzitutto guardare in faccia la realtà perché se si prescinde da questo non si trovano strade. Inutile indorare la pillola, la sconfitta è cocente, durissima. La durezza di questa sconfitta credo che si vada percependo mano a mano che passano i giorni e che si comincia a realizzare quello che davvero è successo. Ho l’impressione che all’inizio non si sia ben messo a fuoco il significato profondo dell’evento di queste elezioni 2008. Io direi intanto questo. Si chiude (provvisoriamente: le fasi si chiudono sempre “provvisoriamente”, poi se ne aprono altre…) la fase aperta 15 anni fa, nel 92-94, gli anni che seguono la caduta del muro di Berlino, gli anni di tangentopoli, gli anni che videro il superamento o la scomparsa dei grandi partiti costituenti, quelli che avevano animato l’antifascismo, la Resistenza e costruito la Repubblica democratica. Allora, in una situazione assai più fluida sul piano politico, si è cominciata a giocare una lunga partita tra centro sinistra e centro destra con al centro ( anche qui quando apparve sembrava un fenomeno bizzarro destinato a transitare rapidamente, così come la forza politica da lui messa in piedi, una costruzione di plastica destinata a sciogliersi con i primi soli, si pensava), una lunga partita –dicevo- con al centro Silvio Berlusconi. Questa interminabile partita – 15 anni, il fascismo ne è durato 20 – è stata condotta in una situazione di sostanziale prolungato equilibrio. Nel 94 Berlusconi prevale sul fronte progressista, due anni di governo e arriva la rottura tra Forza Italia e Lega. Nel 1996 Ulivo con desistenza Rifondazione, Fi e Lega separate, vince l’Ulivo. 98 rottura di Bertinotti, cade il primo governo Prodi, D’Alema 1, D’Alema 2, Giuliano Amato. Elezioni 2001, che sembravano disperatamente perse, candidatura Rutelli, divisione fra Ulivo e Rifondazione e 1,7 di distanza dal Cavaliere che le vince (allora ci fu davvero il recupero, non ora). Berlusconi dura 5 anni, e tuttavia il governo di centrodestra è costretto ad un frenetico ricambio di ministri, praticamente tutti i ministri fondamentali vengono cambiati per strada. Elezioni 2006, previsione di successo straordinario per il centrosinistra, la novità dell’alleanza politico-programmatica tra l’Ulivo e Rifondazione comunista: 24 mila voti, 0,1 di differenza alla Camera, due seggi di maggioranze e 300 mila voti sotto al Senato. Dal 2001 al 2006 succede qualcosa nella maggiore forza del centrosinistra, che spinse molti di noi, me compreso, ad un nuovo asse con la sinistra interna Ds: con la segreteria Fassino si compì una svolta blairiana del maggior partito della sinistra italiana, che si collocò così alla destra del socialismo europeo. Quando si arriva alle elezioni del 2006 l’ipotesi del partito democratico, è bene ricordare, è già in campo (in numerose versioni, a partire da quella bizzarra di D’Alema del 18 agosto dell’anno precedente: “il partito di Prodi”). Per un soffio si forma con l’Unione il Prodi 2. In quelle elezioni tuttavia vennero gettati i semi del disastro. All’indomani bisognava dire comunque che erano state vinte, perché “sempre allegri bisogna stare perché piangere fa male al re…”. Poi vedo che, con il passare degli anni, oggi si dice chiaramente che quelle elezioni non furono vinte. Lo ha detto per primo il Presidente della Repubblica: “elezioni pareggiate”, e poi la scorsa settimana lo stesso Veltroni: “Nel 2006 non abbiamo vinto le elezioni”. Si forma dunque un governo che si regge su una maggioranza sul filo del rasoio. 15 anni sulla bilancia, un punto di qua, uno di là, l’equilibrio non si rompe. L’Italia è esattamente divisa in due campi che si equivalgono. Ma nel 2008 l’equilibrio si rompe, eccome, e la posta la vincono Berlusconi e il centrodestra. Il Parlamento che esce dalle elezioni dell’aprile di quest’anno è un parlamento di destra e clericale come non si è mai visto in Italia, che non ha eguali in nessun paese democratico europeo. L’equilibrio si rompe e l’Italia si trova di nuovo collocata in una casella che dal 48 in poi non era stata più occupata. Solo nel 48, appunto, forse c’era stata tanta distanza tra vincitori e vinti. La destra conquista vasti consensi popolari. Vasti, nei ceti urbani e delle periferie, nella piccola borghesia e nei più poveri. D'altronde non dovrebbe essere per noi una sorpresa, è bene che non facciamo cadere dalla memoria tutto quello che abbiamo imparato nel ‘900. Non voglio fare paragoni impropri, siamo nella Unione europea e il quadro europeo è più solido e rassicurante di quanto non fosse quello dei primi del 900, tuttavia voglio ricordare sul fascismo che, mentre molti ne studiavano il puro carattere autoritario, alcuni dei nostri maggiori maestri andavano a cercare, invece, qualcosa d’altro, i lineamenti del “regime autoritario di massa”. Non solo il tratto di violenza, quindi, ma il tratto di consenso, e di consenso popolare. La situazione che si è creata è dominata da fenomeni plebiscitari, populistici, di estrema personalizzazione della politica (inestricabilmente connessa al medium televisivo). Non dovremo perciò essere sorpresi se a questi elementi di vertice corrisponde un vasto consenso popolare di massa. Situazione molto pesante. Si legge, ad esempio, in un recente editoriale di La Repubblica, la voce di uno dei gruppi che più ha spinto i Ds verso il Pd e ora ne compiange con compunzione l’insuccesso clamoroso, la sintesi di queste elezioni: “La Lega al Nord, Lombardo al Sud, An a Roma, Berlusconi in Italia” (Ezio Mauro). Un capolavoro! Naturalmente questi commentatori non si pongono il tema delle loro responsabilità, avendo profondamente condizionato le scelte dei gruppi dirigenti. Ora, molta gente “di sinistra”, che si autodefinisce tale, si è indubbiamente riconosciuta nel Pd. Sarebbe infantile negare questo dato di realtà. Ma il punto politico è che l’avvento del Partito Democratico porta a compimento la crisi della sinistra italiana e provoca, con la rottura a sinistra operata per deliberata scelta politica, la dissoluzione dell’alleanza di centrosinistra. La fine dell’Unione. Dell’originario progetto dell’Ulivo non resta nulla. Questo è il dato. Se si guardano le cose dal punto di vista della coalizione di centrodestra, dominata dalla figura di Berlusconi, vediamo invece un chiaro successo politico: il Centrosinistra perde 7 punti in 20 mesi, il blocco intorno al Pd resta quasi 10 punti sotto il blocco intorno al Pdl! Un chiaro successo politico. Ma ciò che è successo è anche la manifestazione di qualcosa più di fondo: un vero e proprio sfondamento culturale. Giorni fa è comparsa sul nostro sito una lettera di una famiglia a l’Unità, che quel giornale non ha pubblicato,nella quale si confessava che, dopo lunga sofferenza, avevano dato il “ voto utile”. Queste persone scrivono una cosa molto importante: “La destra ha vinto in valori, modelli e stili di vita, ha svolto una funzione egemonica sulla cultura, non quella elitaria, ma quella diffusa, popolare; ha creato senso comune”. Non so se è una famiglia che ha letto Gramsci, ma scrive esattamente le cose che si leggono nei Quaderni. La sconfitta politica di quest’anno comincia con una abdicazione culturale. Anzi per dirla con una frase di un bell’articolo di Giancarlo Borsetti, uscito qualche giorno fa su La Repubblica con il titolo“Perché il popolo vota a destra”, comincia con un “collasso ideologico della sinistra”. Agenda e priorità vengono da destra: tasse e sicurezza, sicurezza e tasse. Anche gli operai si sono convinti che se i loro salari sono bassi non , come è del tutto evidente dai dati di lungo periodo sulla distribuzione del reddito, perché in 25 anni 8 punti di Pil passano dai salari ai profitti e alle rendite, ma perché lo Stato mette troppe tasse. È lo stesso punto di vista del loro padrone. La parte fondamentale del centro sinistra si è messa all’inseguimento di una lepre ideologica per altro irraggiungibile. Erano ancora calde le urne che già uscivano le proposte sul “partito del Nord”, venivano sdoganate le ronde, a partire da Bologna (c’è voluta l’Udc per dire no alla ronde a Bologna). I manganelli alle polizie municipali, e il sindaco Pd di Salerno che va anche lui con il manganello insieme ai vigili a cacciare le prostitute. Prima i lavavetri, poi i mendicanti orizzontali invece che verticali a Firenze, infine persino un accordo tra il Comune e i frati francescano, con il sostegno dell’opposizione, per proibire ai mendicanti di Assisi di stazionare davanti alle chiese. Viviamo in una società che produce a getto continuo poveri, ma non sopporta di averli davanti agli occhi.. Sembra una storia molto antica in forme nuove. Avete presente l’Inghilterra della fine del ‘700? La Camera dei Lords approvò la famosa Legge delle enclosures, delle “chiusure”. Prima di allora una parte grande dei terreni erano commons, beni comuni dove lavoravano i contadini. Le terre vennero chiuse, e questo trasformò alcune centinaia di migliaia di contadini in operai delle nascenti industrie, altre centinaia di migliaia in vagabondi. Non c’erano semafori all’epoca, tuttavia i crocicchi delle strade si riempirono di una varia umanità di straccioni, un po’ più sporchi e un po’ più maleducati dei lords . Ovviamente i lords fecero leggi contro i vagabondi, nelle quali si stabiliva che al primo arresto del vagabondo c’era la galera, al secondo l’impiccagione sul posto. Si creò in pochi anni un certo ordine nelle strade… Ed è straordinario il fatto che, naturalmente in una società e in mondo che è effettivamente gremito di pericoli e di insicurezze, che non sono semplicemente una falsa percezione, ma un dato fisico che si tocca quotidianamente nella vita della gente, tuttavia è straordinario il fatto che non venga percepito come un pericolo il fatto che il neo premier definisca “ “eroe” un mafioso condannato per tre omicidi, avendo il tizio taciuto il nome suo e quello di Dell’Utri al processo. Tempo fa mi ero permesso di dire che effettivamente c’è la lotta di classe, quella dei ricchi contro i poveri. Ricevetti una serie di insulti. Giorni fa sulle pagine di un grande quotidiano è stato pubblicato un articolo che diceva: “c’è stata e c’è una guerra di classe dei ricchi contro i poveri, e l’hanno vinta i ricchi”. Il dato dei valori relativi di salari, profitti e rendite è incontrovertibile. Poi, per sigillare questa vittoria è stata con successo scatenata una guerra dei poveri tra di loro: la minaccia non viene dall’ alto, si nasconde dietro la porta della casa accanto… È evidente che per contrastare queste visioni immediate, per restituire una coscienza del perché si vive male e insicuri ci vuole una teoria, una interpretazione, e ci vogliono soggetti che ne sono portatori, che la trasformano in idee di massa.
La paura è uno dei tratti delle società contemporanee. E’ uscito un libro che da molte settimana è ai vertici delle classifiche, del neo ministro dell’economia Tremonti: “La paura e la speranza”. E’ un libro sulla “globalizzazione”. C’è chi dice che tutta la storia umana è storia di globalizzazione, ma quando ora se ne parla, ci si riferisce alla potente accelerazione degli ultimi 25 anni. I motori di questo fenomeno sono stati capitale finanziario e destra economica. L’esaltazione di questo processo è stata equamente bipartisan, con rilevanti eccezioni di parte socialista. La più rilevante eccezioni è il tentativo del 2000, connesso al Piano Delors e agli accordi di Lisbona. Io ricordo che in vista della Conferenza di Lisbona, dove si provò a porre su basi diverse, almeno in Europa, la globalizzazione, con l’obiettivo per esempio di alzare i tassi di occupazione e di introdurre elementi qualitativi dello sviluppo (formazione, innovazione, ricerca, ecc), arrivò nella capitale portoghese la lettera di 2 premier, uno quello inglese Blair, l’altro quello italiano D’Alema, che criticavano esattamente quel piano per il suo difetto nell’affrontare in termini “moderni” il tema del mercato e della flessibilità. I Ds, come ricordavo un attimo fa, scelsero Blair. Oggi siamo davanti ad una serie di eventi di portata planetaria e di enorme peso. Continua una lotta egemonica delle grandi potenze asiatiche in rapporto con le grandi potenze occidentali. Continua ad alzarsi la temperatura del conflitto nel Medio Oriente – ciò che succede in Libano in questi giorni lancia un altro segnale d’allarme. Si estendono le grandi migrazioni di massa. . Dilagano gli scempi economici: prendete questa storia questa storia straordinaria dei mutui subprime americani. Le banche hanno finanziato la bolla immobiliare guadagnando sulla crescita artificiale del valore degli immobili, anzi producendo artificialmente una domanda esagerata; poi hanno finanziato i consumi quotidiani dei consumatori americani concedendo prestiti ipotecari sulle case che aumentano di prezzo, infine hanno scaricato il rischio sul resto del mondo con i derivati. Al confronto una rapina in banca è roba da educande. E ancora, siamo in presenza del rischio di milioni di morti per fame per l’enorme innalzamento del prezzo dei cereali, aumento iperbolico dei prezzi che provoca, invece, enormi guadagni per quei paesi che producono generi alimentari, l’Europa e il Nord America. Il petrolio ieri era a 126 dollari al barile. Food and energy : i fondamenti della vita e della civiltà umana sono radicalmente scossi. Tutti questi dati ci parlano di condizioni di ingovernabilità , o di difficile governabilità del mondo, di contraddizioni potenzialmente esplosive, e fanno crescere la percezioni di insicurezza e di minaccia che grava su tutti e su ciascuno. La paura. Queste cose, per la verità, qualche anno fa sono state viste da sinistra. Le ha viste un formidabile movimento che si è sviluppata ancora all’inizio di questo decennio in tutto il mondo. L’Italia ne è stata una delle capitali. Un movimento altermondialista e pacifista, talmente grande che è stato chiamato che è stato chiamato “la seconda potenza mondiale”. La sinistra politica non è riuscita a stabilizzare le idee che da lì venivano in senso comune. a dargli rappresentanza politica. In questo vuoto ha fatto irruzione la destra politica, che si è mostrata capace di sfruttare a valle quei fattori di paura e insicurezza di cui è a monte è la prima responsabile. Ora va per la maggiore questo libro di Tremonti, che è un caso straordinario. Leggendo le prime decine di pagine si può avere la sensazione di essere a Seattle o a Porto Alegre o a Genova nel 2001. Poi il libro prende una diversa curvatura, quando si scopre che la colpa del “ “mercatismo” è dell’illuminismo e del comunismo, della rivoluzione francese e di Marx, e che quindi la soluzione va trovata esattamente nel pensiero anti illuminista, anti razionalista, anti socialista che nell’800 ebbe grandi esempi. La soluzione? Popolo, territorio, etnos, religione. Attenzione perché tutte queste cose hanno delle immediate ricadute politiche. Prendiamo il tema del conflitto. In campagna elettorale è stato declinato da Bertinotti in termini di “lotta di classe”, con l’uso di linguaggi un po’ desueti. Ma il tema del conflitto non è solo marxista, è del pensiero liberal-democratico americano: la società democratica si regge su conflitti, ed è sui confini dei conflitti che si definiscono identità sociali. In campagna elettorale il Pd ha elaborato una sua teoria dell’armonia: l’operaio e l’imprenditore sono entrambi lavoratori, fine del conflitto. Il punto è che o le identità si possono definire sul terreno sociale ed economico, oppure si definiscono su quello etnico, razziale e religioso: “io bianco tu nero, io lombardo tu siciliano, io cristiano tu musulmano”. Ed è esattamente quello che è successo. Nel vacuum di idee forti della sinistra, la destra ha fatto irruzione. E ora vince, sulle idee prima di tutto, non solo sulla rappresentazione immediata degli interessi. Tutta questa campagna che è stata fatta ed ha portato ad abdicare sostanzialmente, con quale vantaggio per l’unico partito importante del centrosinistra restato in Parlamento del centro sinistra, il Pd? Mi sono venute in mente dopo il risultato elettorale “ le tre leggi della stupidità” di Carlo Maria Cipolla, che stabiliscono la differenza tra il cattivo, il buono e lo stupido: il cattivo è quello che facendo del male all’altro fa del bene a se stesso; il buono è colui che facendo del bene all’altro fa del bene a se stesso; lo stupido è colui che facendo del male all’altro fa del male anche a se stesso . Dunque. Il Partito Democratico conquista il 33 per cento, percentuale dovuta essenzialmente alla riduzione di votanti, perchè in voti assoluti, con i radicali dentro, prende solo 100mila voti in più rispetto all’Ulivo del 2006. Fa il pieno a sinistra, e ha una autentica emorragia al centro e a destra. La stessa strategia del “da soli” , orgogliosa dichiarazione d’ouverture, non è affatto veritiera, e le confuse e discriminatorie alleanze elettorali stanno producendo numerosi effetti collaterali: i radicali tendono e tenderanno sempre più a giocare, loro sì, da soli; Di Pietro ha già preso ovviamente il largo. Il Pd, nato per operare uno sfondamento al centro, si trova sostanzialmente isolato. Ha giocato la carta americana, ma è ora nelle condizioni in cui per lungo tempo si è trovato il Pci (senza però del Pci avere né radicamento sociale, nè prestigio, nè forza intellettuale, né, naturalmente l’ Unione Sovietica e il movimento comunista internazionale alle spalle, presenza ingombrante ma di un certo pesa, allora). Nessuno per altro ha sufficientemente notato che, se si guardano i voti nelle circoscrizioni regionali del Senato, il centrosinistra è andato sotto in Piemonte, Liguria, Friuli, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, e Sardegna: regioni conquistate in lunghi anni. Sopra solo in Umbria, Marche, Toscana ed Emilia: esattamente come nel 1948. Si sono perse tutte le postazioni conquistate in decenni, un bel capolavoro… Qualcuno per la verità sembra accorgersene, ed è importante la discussione che si è aperta dentro quel partito. Io sono per prendere sempre sul serio D’Alema, ma a piccole dosi. D’Alema ha sollevato due questioni. La prima quando ha detto che il Pd non è autosufficiente: grazie, ma questo è autoevidente (in verità lui ce l’ha con la “teoria” dell’autosufficienza, e quindi la sua polemica ha un bersaglio chiaro). Tanto più che alle prossime elezioni, sia quelle europee che quelle amministrative, il voto utile non ci sarà più, e sarà più probabile perder voti che aumentarli. Restando al tema della autosufficienza, comincerei a cercare, e a trovare rapidamente -e questo lo dico a tutti i nostri amici e compagni della sinistra- le forme efficaci per scoraggiare comunque l’idea che la politica delle alleanze funzioni solo per le amministrative e non per le politiche. Affermando tanto più come assolutamente non perseguibile l’idea che alle amministrative il Pd possa scegliere alleanze à la carte: dove conviene con la sinistra, dove non conviene con l’Udc etc. O c’è una offerta politica solida per le amministrative, o niente. Se non si mette in campo una nostra proposta che abbia una sua efficace forza, temo che non si otterrà nulla. D’Alema però dice un’altra cosa, più importante della prima. Voi avrete notato che dopo le elezioni del 2006 Berlusconi mise i cannoni ad alzo zero e fece una campagna persino sulla legittimità del voto (i brogli), dunque del neocostituito Parlamento e dunque del governo. E così rianimò immediatamente le sue truppe. Oggi c’è stato questo risultato, naturalmente molto più abbondante di allora per i vincitori, ed è tutto un fiorire di simpatie, di dialogo, di offerte di collaborazione. Sembra il mondo di Heidi: 2Ti sorridono i monti, le caprette ti fanno ciao”…. Schifani, Fini, Berlusconi dicono: “questa sarà una legislatura costituente”, e dall’altra parte si conviene immediatamente. Prima di dire di sì bisognerebbe ovviamente andare a vedere le carte, come e dove si vuol cambiare la Costituzione. È stata accettata la posta al buio. D’Alema, che è l’uomo della bicamerale, ha detto: fermi, prima vediamo le carte. Questa seconda parte la trovo più interessante. Certo, viene da chiedersi una cosa amara: ma in questa legislatura, ci sarà una opposizione parlamentare che prepari la rivincita del Centrosinistra? Naturalmente la cosa non ci riguarda direttamente, dal punto di vista parlamentare, ma ci riguarda eccome per la pressione che possiamo fare perché certe istanze vengano comunque rappresentate. A noi spetta un altro tipo di opposizione, che dovrà essere più nella società e nell’opinione pubblica. Che la sinistra non sia rappresentata in Parlamento è un dato di enorme gravità, un risultato schock. L’esito della lista La Sinistra- L’Arcobaleno è stato catastrofico: il 3 per cento, poco più di un quarto dei voti presi dalle forze che si presentarono nel 2006, quindi al netto di Sinistra Democratica. Ora, per quel che valgono, sono uscite molte analisi di flusso che mostrano dove sono finite queste masse di voti mancanti. Un quarto nell’astensionismo:, probabilmente sono voti di protesta nei confronti del governo uscente o voti identitari,; un quarto verso la Lega o il Pdl (a riprova anche del carattere ormai fluttuante di tutti gli elettorati). Il punto vero, però, è che quasi la metà di quei voti sono finiti al Pd, al “voto utile” (nella fase finale anche estorto in maniera truffaldina, quando si è proclamata una differenza minima tra i due schieramenti che non è mai stata segnalata da nessun sondaggio ). Però non basta questa spiegazione: il voto utile ha certamente pesato, ma ha potuto avere questa forza perché una parte grande del voto della sinistra è diventato anch’esso orientato al governo, non all’opposizione. La svolta del 2006, con l’entrata a pieno titolo di Rifondazione nella coalizione, ha inciso profondamente nell’elettorato si sinistra. Tornare semplicemente indietro da lì non è più possibile per nessuno, è una illusione. Noi siamo arrivati tardi con questa lista. Si è aperta la crisi di governo in una situazione certamente immatura, e ci ha trovati in mezzo al guado. Noi di Sinistra democratica, e solo qualche parte dei nostri alleati, eravamo convinti che la lista dovesse essere la prima pietra di un soggetto futuro, che contenesse un progetto. In campagna elettorale si è ripetuto più volte che la lista “non era un cartello elettorale”, e ovviamente si comunicava esattamente il contrario. Ci sono errori precedenti: il tempo è stato pochissimo, ma quello disponibile è stato malamente consumato. Dopo il congresso dei Ds, dopo il 5 maggio una nostra influenza elettorale esisteva. La nostra assemblea del 5 maggio fu accolta con interesse, ma anche con qualche grado di timore: m olti freni a mano tirati. A ottobre, quando il Pd indisse le primarie coinvolgendo 3 milioni e mezzo di persone, e quando anche noi avremmo dovuto lavorare alla costruzione di una forza politica, si è scelto di fare un corteo. A dicembre si è tenuta l’Assemblea alla Fiera di Roma, subito fermata da reciproci sospetti relativi alla riforma della legge elettorale, rimasti fino alla caduta del governo. Ci sono stati altri errori. La campagna elettorale è cominciata con una sorta di accordo tra la sinistra e il Pd: ognuno occupa uno spazio senza farsi del male, il Pd quello di governo, la sinistra quello dell’opposizione Una simmetria figlia di una simmetrica idea: sinistra moderata di governo, sinistra radicale di opposizione, per loro stessa natura. Idea sbagliatissima. La coesistenza fra queste idee produce un solo esito: la destra. Come è evidentemente avvenuto. Noi chiedemmo assolutamente l’incontro al loft con il Pd, per metterlo con le spalle al muro. Naturalmente dopo quell’incontro bisognava poi a denti sfoderati evidenziare che la volontà di rottura non era nostra, sarebbe stato un tema forte di campagna elettorale. No, ecco la “separazione consensuale”. Confesso che mi ero un po’ illuso che si potesse fare di necessità virtù, e cioè che la costrizione determinata dal precipitare della crisi di governo potesse aiutarci nel percorso di unità. Illusione, appunto. Il Pdci per esempio invece che la campagna elettorale ha fatto la campagna per il tesseramento! lLa convinzione degli altri era decisamente più scarsa . Ora, non bisogna trascurare il dato della delusione per il governo, che a sinistra è stata certamente cocente. In Parlamento e in Consiglio dei ministri abbiamo un po’ abbaiato alla luna, cercando di correggere il governo. Alla fine c’è stata una convergenza degli arrabbiati perché non si è riusciti a prendere la luna con gli arrabbiati perché si è abbaiato. Il problema è che il programma dell’Unione è stato subito abbandonato, dopo le elezioni del 2006. Se in Italia avesse votato solo Almunia si faceva il pieno di voti… Io non sottovaluto affatto l’importanza di risanare i conti pubblici. Il problema è che bisogna parlare anche al Paese, affrontando le questioni più urgenti come i salari, le pensioni, la scuola, la ricerca, cioè i grandi temi che stanno a cuore all’elettorato di sinistra. Stando al governo abbiamo provato a fare qualcosa, ma la sinistra era notevolmente sotto rappresentata. Potevamo fare di più, fino all’uscita dal governo? E politicamente, avremmo potuto fare qualcosa di diverso? Quali alternative c’erano? Fare la sinistra Ds (scelta che si poteva fare al congresso, oppure alle primarie come hanno fatto Vita ed altri, oppure alla vigilia delle elezioni come hanno fatto Nerozzi ad altri)? In passato è stato molto importante aver costruito la sinistra dei Ds, credo che siamo riusciti ad esercitare una influenza forte, basti pensare alla vicenda dell’Iraq . Credo però poco a partiti che sono al tempo stesso di natura plebiscitaria, in cui il capo viene eletto direttamente dal popolo, al cui interno vivano correnti che non siano orientate al potere. Io non sono affatto pentito di avere escluso quella ipotesi: è una strada che allo stato dei fatti considero preclusa. Si poteva partecipare alla “Costituente socialista”? Mi pare che il risultato elettorale non sia brillantissimo, e vedo che questi compagni, con cui bisogna mantenere una interlocuzione, vanno ad un congresso con il partito allo 0,8% e 4 mozioni, a riprova che la teoria economica marginalista vale soprattutto per la politica: tanto meno è il potere che distribuisci, tanto più importante è controllare il potere che resta. Si poteva andare alle elezioni da soli, prendendo atto che le condizioni per l’unità erano immature? Abbiamo scelto una strada che per il momento si è dimostrata impervia, ma forse invece è potenzialmente ragionevole e fertile. La strada su cui dovremo provare ancora a muoverci è quella di una sinistra unita nella prospettiva della costruzione di un nuovo centro sinistra. La posizione che vi propongo è di continuare a muoverci, rafforzando anche noi stessi, sulla linea di unire e rinnovare la sinistra, la linea di una costituente della sinistra. Sapendo bene che non vale più, se mai è valso qualcosa, l’antico slogan pas d’ennemi à gauche. Una costituente della sinistra intanto con chi ci sta, per dare vita ad una forza politica della sinistra, popolare e di massa, che si pone nella prospettiva di governo, che dunque è capace di affrontare il tema delle alleanze. Per ora il colpo ha provocato essenzialmente confusione, I Verdi non è ancora chiaro la strada che prenderanno. Il Pdci propone una “costituente comunista”: auguri… Dentro Rifondazione comunista si è aperta una lotta durissima, e noi siamo interessati ad un esito positivo di quello scontro. Paolo Ferrero ha concesso una intervista in cui dice “né costituente comunista, né costituente della sinistra”. Suppongo che non si proponga la semplice annessione di tutti a Rifondazione. Troverei anche deludente una ipotesi semplicemente federativa. Sostanzialmente la lista La Sinistra l’Arcobaleno era la rappresentazione di una federazione. Questa ipotesi non è espansiva. Noi dobbiamo provare a creare una convergenza politica vera, agendo dall’alto e dal basso. ul territorio ci sono numerosi fenomeni altamente interessanti, processi aggregativi di tipo nuovo, di costruzione di “case della sinistra”. Gente che comincia a ragionare insieme. L’obiettivo è quello di processi unitari a sinistra che influiscano anche sulla dialettica aperta nel Pd. Non possiamo rinunciare a fare politica per spostare l’insieme delle forze del centro sinistra. Se questa è una strategia che può essere condivisa noi dobbiamo stare in campo con la nostra proposta, sapendo che la politica non è fatta solo di appuntamenti elettorali. I quali sono comunque importanti. Il prossimo anno ci sono le europee e un giro grosso di elezioni amministrative. Dobbiamo dunque preparare quegli appuntamenti. Alle europee, noi che siamo parte del Socialismo europeo, potremmo provare a costruire una lista che si ponga come ponte tra il socialismo europeo e la sinistra europea. Non so se ce ne saranno le condizioni ma bisogna provarci. Abbiamo bisogno di dare più forza al nostro movimento e di rinnovarlo. Intanto, vi dico che il coordinatore e la presidenza si presentano dimissionari. Per quanto mi riguarda ci sono anche “ “ragioni tecniche”. In campagna elettore ho commesso già qualche imprudenza, ma volevo comunque marcare una presenza. Ora devo prendermi qualche cautela. Il tempo necessario per stabilizzare la mia situazione fisica. Per un certo periodo mi sarà impossibile fare la vita di prima, piuttosto senza respiro. Ovviamente non ho nessuna intenzione di ritirarmi a vita privata, voglio continuare a stare in campo e dare il mio contributo alla battaglia comune. Ma le dimissioni mie e quelle della presidenza ci sarebbero state comunque, per ragioni politiche. I più anziani di noi vengono da una storia di estenuanti battaglie: non dico affatto che siano state sbagliate, vedo bene però che abbiamo subito molte sconfitte. Abbiamo tentato di evitare ai Ds di prendere quella china, e non ci siamo riusciti. Abbiamo provato ad aggregare a sinistra in modo da cogliere un successo su cui costruire un progetto, ed è stato un insuccesso. Non sono pentito delle cose fatte, credo che abbiamo detto e fatto cose che lasceranno una traccia e su cui anche nell’immediato futuro si può costruire qualcosa di importante. Però per alcuni di noi c’è un indubbio logoramento. Sinistra democratica dispone di forze nuove, nei territori e nazionalmente, forze che hanno mostrato tenuta, tempra, personalità. Io penso che dobbiamo rinnovare la vita del nostro movimento, alzarne la qualità democratica e rinnovare la prima linea. Per questa ragione la proposta è di organizzare nelle prossime settimane un processo autenticamente partecipato, che porti nel primo fine settimana di luglio alla prima Assemblea nazionale di Sinistra Democratica. Propongo -per non intrigarci per un messe e mezzo nella nomina di nuovo organismi- di deliberare che il direttivo e la presidenza dimissionaria guidino il movimento fino all’assemblea. Vi propongo, infine, di votare una carica e di condividerne un'altra (condividere, perché lo Statuto in vigore dice che spetta all’Assemblea dei soci fondatori nominare il tesoriere). Non ci sono grandi tesori, quel poco e tanto che c’è va gestito, non può farlo il compagno Galardi per ragioni di incompatibilità, e lo ringrazio e lo saluto per lo scrupolo con cui ha svolto il suo compito. Vi chiedo di ringraziare per la disponibilità il compagno Marco Fredda. Infine, siccome abbiamo bisogno di una guida forte, non possiamo restare allo stato gassoso, vi propongo che qui si discuta e si voti il nuovo coordinatore. A nome del direttivo vi propongo il compagno Claudio Fava. Claudio ha una storia personale di grande valore e significato, viene dalla Sicilia, è stato sempre impegnato nel movimento contro la mafia, è un dirigente della sinistra conosciuto in tutta Italia, è un parlamentare europeo che si è fatto grandemente apprezzare in tutti i banchi di tutti gli schieramenti del Parlamento europeo. Ho portato al Direttivo di ieri una traccia di documento. La mia proposta è che sulla base della discussione che qui si svolgerà quel documento venga rivisto e nel giro di pochi giorni messo sul sito, che ci sia una settimana per osservazioni ed emendamenti, e poi quello diventi la base su cui si discute nelle nostre assemblee provinciali. Penso che abbiamo energie da spendere per la sinistra.

martedì 12 febbraio 2008

Quel grande uomo di nome Berlinguer

La lungimiranza del grande compagno Enrico risulta profetica ed eccezionale andando a rileggere alcune sue interviste.Ecco cosa diceva a Scalfari il 2 agosto 1978.«Lei è proprio certo che oggi, 1978, dopo quanto è successo e succede in Italia, in Europa, nel mondo, il problema col quale dobbiamo confrontarci noi comunisti italiani sia proprio quello di rispondere alle domande se siamo leninisti o no? E non dico lei, ma tutti quelli che ci rivolgono tale domanda, conoscono davvero Lenin e il leninismo, sanno davvero di che cosa si tratta quando ne parlano? Mi permetto di dubitarne. Comunque, a me sembra del tutto vivente e valida la lezione che Lenin ci ha dato elaborando una vera teoria rivoluzionaria, andando cioè oltre "l'ortodossia" dell'evoluzionismo riformista, esaltando il momento soggettivo dell'autonoma iniziativa del partito, combattendo il positivismo, il materialismo volgare, l'attesismo messianico, vizi propri della socialdemocrazia. (...) Chi ci chiede di omettere condanne e di compiere abiure nei confronti della storia, ci chiede una cosa che è al tempo stesso impossibile e sciocca. Non si rinnega la storia: né la propria, né quella degli altri. Si cerca di capirla, di superarla, di crescere. di rinnovarsi nella continuità».Ben 30 anni dopo queste parole riecheggiano nella cronaca di oggi e mentre idioti si preoccupano di mantenere la falce e il martello nel simbolo della Sinistra,entità oscure come Ferrara creano partiti anti aborto,i diritti civili vengono calpestati e l'Italia viene scaraventata in un passato recente insieme a quei simboli.
Antonio Di Gilio

sabato 9 febbraio 2008

Convocata l'Assemblea Regionale di Sinistra Democratica

Per discutere degli sviluppi della situazione politica nazionale determinatisi con la crisi di governo e per iniziare a prepararci alle imminenti elezioni nazionali sia sul piano politico sia su quello organizzativo è convocata una assemblea regionale degli iscritti di Sinistra Democratica per martedì 12 febbraio alle ore 17.30 presso l'Hotel Excelsior, a Bari, in via Giulio Petroni 15.All'assemblea sarà presente il compagno Carlo Leoni, componente della presidenza nazionale di Sinistra Democratica e vicepresidente della Camera dei Deputati.


Enzo Locaputo - coordinatore regionale Sinistra Democratica Puglia

martedì 29 gennaio 2008

Nasce il Gruppo Federato della Sinistra Arcobaleno in Consiglio regionale

Conferenza Stampa di
Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista,
Comunisti Italiani e Verdi


VENERDI
1 Febbraio 2008
Ore 11,30
Sala Riunioni
Palazzo Consiglio regionale
(1° Piano)
Via Capruzzi, 212

Interverranno i consiglieri regionali e i coordinatori della Sinistra Arcobaleno

giovedì 24 gennaio 2008

Mussi: sicure elezioni anticipate, il centrosinistra non c'è piu'. Capolavoro del Pd...

Mentre il ministro dell'Economia entra a Palazzo Chigi per incontrare il premier Romano Prodi, nel giorno in cui il Senato è chiamato a votare la fiducia al governo si intensificano i venti di elezioni. Per il ministro dell'Università e della Ricerca, Fabio Mussi, il voto anticipato è ormai "sicuro"."Cosa abbia deciso Prodi questa notte non lo so, il problema è che si va a elezioni anticipate", dice Mussi. "Bisogna vedere esattamente per quale strada - aggiunge parlando a margine dell'inaugurazione del master in Didattica della Shoah - è come un tom tom che indica strade alternative, forse ci sono più percorsi ma è del tutto evidente che si va ad elezioni anticipate". Per Mussi le strade sono due: o alle elezioni con questo Governo o altre varianti, che dovranno essere però brevi per andare alle elezioni anticipate.
Il ministro dell'Università è particolarmente critico con il Partito democratico che, dice, "è partito di maggioranza del centrosinistra, è stato formato con l'annuncio della costituzione di una grande forza di stabilizzazione. Invece a tre mesi dalle primarie il governo è sull'orlo di una crisi, i Ds - cioè il maggior partito della sinistra - non ci sono più, e con la formula 'il Pd correrà da solo', non c'è più l'Unione, non c'è più il centrosinistra, complimenti. Un capolavoro politico".
La Commissione europea è "preoccupata" della situazione politica in Italia e spera che il Paese presto recuperi "una prospettiva di stabilità, condizione necessaria per affrontare la difficile situazione dell'economia", dichiara a Davos il commissario europeo per gli Affari monetari, Joaquin Almunia. "Ho le preoccupazioni di tutti - ha detto Almunia a margine di un seminario del World Economic Forum - quando un paese ha difficoltà politiche".
"Vedremo - ha aggiunto Almunia - cosa succederà in questi giorni. Spero in una prospettiva di stabilità politica condizione necessaria per affrontare la difficile situazione dell'economia".
Fonte: Rainews24

martedì 22 gennaio 2008

Dopo un giorno e mezzo di appoggio esterno, Mastella apre la crisi di governo...


Cesare Salvi, capogruppo Sd al Senato: "Dopo la decisione dell'Udeur si apre un passaggio difficilissimo. La priorità assoluta in questo momento è che le forze che hanno deciso di dare vita alla Sinistra-l'Arcobaleno affrontino in modo assolutamente unitario i prossimi passaggi, superando ogni divergenza, affrettando il percorso unitario per garantire al Paese una forte presenza di sinistra, che è possibile solo con un soggetto politico unitario e plurale". Lo afferma in una nota il capogruppo di Sinistra Democratica al Senato, Cesare salvi.
"C'è il rischio, altrimenti - aggiunge - che abbiano successo tutti coloro che, nei diversi campi, stanno cercando di affossare l'esistenza stessa in Italia di una sinistra forte, autorevole e credibile"Titti di Salvo, capogruppo Sd alla Camera: "Mastella si è assunto una clamorosa responsabilità: far cadere il governo eletto dai cittadini nel momento in cui il governo si apprestava a compiere scelte di redistribuzione sociale. Lo fa cadere per una sua vicenda personale, dopo aver annunciato appoggio esterno.Perché ha cambiato idea? E chi gliel'ha fatta cambiare?'.
Fabio Mussi, Ministro dell'Università e della Riccerca, Sd: 'In Parlamento si dicano le cose chiare e si cerchino i voti. La decisione di parlamentarizzare la crisi è giusta'. Lo afferma il ministro dell'Università Fabio Mussi, lasciando il vertice di Palazzo Chigi.Il coordinatore nazionale di Sd tiene a sottolineare: 'L'importante è che ora la Sinistra si presenti unita'.Il coordinatore di Sd non manca di criticare però le dichiarazioni del segretario del Pd sulla legge elettorale: 'Certo le dichiarazioni di Veltroni non hanno aiutato'.

lunedì 21 gennaio 2008

Organiziamoci per venire a Roma


Care compagne e cari compagni Come ben sapete sabato 26 gennaio 2008 si svolgerà a Roma, presso il Teatro Valle, l’iniziativa nazionale “I GIOVANI, LA SINISTRA. PER UNA POLITICA CREATRICE DI FUTURO”. Si tratta di un importante appuntamento per noi tutt*, poiché rappresenta non solo la prima grande iniziativa di Sinistra Democratica rivolta al mondo giovanile ma anche la prima grande occasione di carattere nazionale in cui impostare un confronto e una riflessione collettivi su giovani e sinistra e, in particolare, sul ruolo delle giovani generazioni in relazione al processo unitario avviato dalle forze della sinistra italiana.L’appuntamento del 26 gennaio – che prevede fin da oggi la partecipazione del compagno Fabio Mussi – sarà inoltre, noi crediamo, una grande opportunità per tutt* le/i compagn* oggi vicini o direttamente impegnati in Sinistra Democratica per incontrarsi e, attraverso loro, far incontrare le tante e plurali esperienze individuali e collettive cresciute e sviluppatesi in questi mesi sul territorio nazionale.Vi invitiamo quindi ad attivarvi fin da subito per promuovere la massima mobilitazione in vista di questo nostro appuntamento. In tal senso vi segnaliamo che per l’occasione stiamo provando già in questi giorni, grazie anche al sostegno organizzativo e finanziario di Sinistra Democratica, ad allestire in diverse regioni d’Italia dei pullman proprio per facilitare al massimo la partecipazione delle/dei compagn* all’evento: per quanto riguarda questi aspetti di carattere logistico e organizzativo così come per ogni altra eventuale informazione potete fare costante riferimento ai nostri recapiti telefoni (Antonio 328/6226433; Samuele 340/2262014) oppure ai nostri indirizzi di posta elettronica (pataffio@gmail.com samuelemascarin@libero.it)Cogliamo infine l’occasione per segnalarvi che sulle pagine di http://www.sinistra-democratica.it/ sono presenti alcuni interventi relativi ai contenuti e al profilo politico dell’iniziativa del 26 gennaio, che vi invitiamo ad arricchire e completare con contributi vostri e di altr* compagn* ancora.In attesa di risentirci telefonicamente nelle prossime ore e nei prossimi giorni, un abbraccio e, come sempre, saluti socialisti!




GLI ORGANIZZATORI DEI PULLMAN




PUGLIAMimmo Saponaro - 339/1898605Matteo Zingarelli - 348/2426533